Insetto Stecco - Oasi degli Animali

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Insetto Stecco

Livello 4 insetti
 


 
insetto stecco




 
 
DESCRIZIONE:In passato classificato tra gli Ortotteri, attualmente è inserito nell’ordine  dei Phasmatodea, da “phasma” che significa, appunto, “apparizione, fantasma”: gli Insetti stecco sono così chiamati in quanto facilmente confondibili con ramoscelli poiché così come il corpo, anche le antenne e le tre paia di zampe sono spesso particolarmente sottili e fragili. Il colore varia dal verde al marrone (le femmine sono in genere verdastre o brunastre con una linea laterale bianca o rosa), le ninfe sono verde chiaro e, a parte le dimensioni, sono identiche all'individuo adulto. Le antenne sono corte. Le dimensioni variano dai 5 ai 25 cm. (le femmine in genere  dai 7 ai 10,5 cm., i maschi invece non superano i 6 cm.), di forma generalmente affusolata ed esile, possono essere alati o atteri, il capo è fornito di occhi composti, ocelli ed antenne. L'apparato boccale è di tipo masticatore, infatti il suo regime alimentare è tipicamente fitofago, ed è costituito da mandibole robuste e palpi labiali, utili per saggiare il cibo. La forma del corpo in alcune specie assume una conformazione assai più robusta e spesso munita di spine ed irregolarità dell'esoscheletro. Le zampe sono munite di piccoli uncini ed una piccola ventosa per garantire un saldo appiglio su qualsiasi superficie. Caratteristica degli Insetti stecco risulta una particolare ghiandola esocrina situata nel protorace capace di secernere un gas irritante per difesa. Lo si può incontrare soprattutto di notte, essendo un animale per lo più con attività notturna, ma anche a mezzogiorno in estate. Se disturbato o infastidito, può irrigidirsi e cadere al suolo fingendosi morto (tanatosi) oppure oscillare come un ramoscello al vento . La specie conta 8 sottospecie differenti presenti tra Spagna, Sud Italia, Sardegna, Dalmazia, Albania, Grecia, Nord Italia, Francia, Tunisia ed Algeria. Le altre specie sono prevalentemente tropicali. Questo mimetico Insetto è attivo dall’inizio della primavera sino all’autunno, vive su piante di diverse specie delle quali si nutre. Qui grazie all’aspetto, alla colorazione e all’atteggiamento assunto può facilmente sfuggire all’osservazione dell’uomo e alle attenzioni di qualche predatore. Inoltre, in caso di pericolo può cambiare il colore del corpo adattandolo all’ambiente circostante: il cambiamento può essere rapido e momentaneo o lento e duraturo. Alcune specie assumono una colorazione chiara di giorno e una bruna di notte. Si muove lentamente soprattutto nelle ore notturne, conducendo una vita isolata. Se si comprime il torace di questo animale immediatamente si immobilizza e rimane immobile per un certo tempo (si parla di immobilizzazione riflessa). Se lo si prende per una zampa è quasi normale che l’abbandoni. L’arto perso può essere rigenerato con caratteri simili a quello abbandonato, ma di solito più piccolo e un po’ difforme. Questo sistema di autodifesa che comporta la perdita di una parte del corpo e la sua rigenerazione si definisce autotomia.

DISTRIBUZIONE: Vive nel Mediterraneo nord-occidentale, specialmente in Spagna, Francia meridionale, Italia e nella penisola balcanica.

ALIMENTAZIONE: Vive in habitat piuttosto umidi ed arieggiati. E’ vegetariano cibandosi delle foglie di numerosissime specie vegetali quali: quercia, eucalipto, edera, felce, iberico, ligustro, biancospino, rododendro, fucsia, rose e l'immancabile rovo.

RIPRODUZIONE: La riproduzione può avvenire grazie all’incontro di un maschio e di una femmina (riproduzione anfigonica), oppure mediante l’intervento esclusivo della femmina (riproduzione partenogenetica: l'evoluzione l'ha cioè dotata di un particolare sistema riproduttivo che le consente di depositare uova non fecondate e che quindi contengono il solo e completo materiale genetico della femmina stessa). La deposizione avviene di notte, rilasciando sul terreno 80-100 uova, ovali, di colore scuro tendente al nero, lunghe 4 mm. e larghe 2 mm.; passano circa 6-24 mesi prima di schiudersi (si dice incubazione lunga). Quando il momento per sgusciare dall’uovo è propizio, le larvette fanno forza su un opercoletto (una sorta di piccolo coperchio dell’uovo) ed escono: ha così inizio il ciclo vitale degli insetti stecco. I piccoli nati sono delle neanidi (ninfe), del tutto simili agli adulti e con il susseguirsi delle mute, da 5 a 10, i piccoli insetti cresceranno fino a raggiungere le dimensioni adulte in un periodo che varia dai 3 ai 6 mesi. Una volta finite le mute gli insetti stecco matureranno sessualmente cominciando a riprodursi. Ogni anno si sviluppano due generazioni, delle quali la prima in primavera e la seconda in estate. Le uova della seconda generazione sopravvivono all'inverno, mentre gli insetti non sopravvivono alla stagione più fredda. La sua aspettativa di vita è di 1 anno. La specie Bacillus rossius in Italia centro-meridionale si riproduce anfigonicamente, mentre in Toscana, Marche ed Emilia-Romagna si rinvengono esclusivamente popolazioni partenogeniche.

CURIOSITA’: La particolare morfologia degli insetti stecco consente loro di mimetizzarsi alla perfezione su foglie e rami, imitando le superfici ricoperte di licheni, cambiando anche colorazione. Le modificazioni cromatiche sono dovute alla presenza di tre pigmenti situati nelle parti più esterne dell'esoscheletro che migrano all'interno delle cellule disponendosi su diversi livelli generando diverse tonalità.  Allo stesso gruppo dell’insetto stecco appartiene anche l’insetto foglia, che presenta il corpo del tutto simile ad una foglia secca, grazie alla forma schiacciata del torace. Questi Insetti, quindi, hanno una notevole capacità di confondersi (mimetizzazione) con l’ambiente circostante e di non essere predati. La specie vive in Australia e Nuova Guinea.

CONSERVAZIONE: Nessun fasmide è compreso nella Convenzione di Washington (CITES), ma è comunque vietato rilasciare esemplari vivi di specie alloctone in natura. Di insetti stecco ne esistono molte specie, ma alcune sono a rischio di estinzione a causa della scomparsa dei loro ambienti. In Italia vivono ben 8 tipi diversi di insetti stecco e la maggior parte si trova esclusivamente in alcune piccole aree della Sicilia. Un insetto stecco endemico dei Monti Iblei è considerato a rischio di estinzione a causa della perdita di macchia mediterranea e dell’uso indiscriminato del fuoco per controllare la vegetazione.
 
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