Il Parco ed i nostri ospiti - Oasi degli Animali

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Il Parco ed i nostri ospiti

L’Oasi degli Animali è un parco faunistico situato sulle colline di San Sebastiano Po (To).
Nel 1993 il Professor Dario Garabello decide di trasferirsi in campagna per dare sfogo alla sua grande passione: gli animali. Presto la sua tenuta si riempì di animali di ogni genere e, viste le continue richieste per poter visitare i suoi beniamini, nel 1997 il parco viene aperto al pubblico.
Nel 2001 riceve il riconoscimento da parte del Comitato Scientifico italiano della C.I.T.S. Oggi ospita una vasta collezione di animali esotici e nostrani che vivono in ampi recinti in mezzo ad un bosco di 160.000 mq, inserito in un ambiente il più possibile  simile a quello naturale.
Alleviamo specie di animali selvatici e razze di animali in via di estinzione, ospitiamo anche esemplari che sono stati confiscati ed affidati alle nostre cure dal Corpo Forestale dello Stato ed infine divulghiamo l’amore per gli animali e le esperienze che abbiamo accumulato in anni di attività.

 
Il parco fornisce supporto in molti casi di ritrovamento da parte delle guardie forestali di cuccioli di volpe, tassi, cinghiali .... o in casi particolari come ad esempio sequestri di animali esotici di cui sarebbe vietata la detenzione.  Nel caso di ritrovamento di cuccioli questi vengono portati al Parco affinché siano svezzati, curati e poi, nei casi possibili, riconsegnati alle guardie della Città Metropolitana per il loro rilascio in natura.
 
Negli anni sono stati affidati all’Oasi anche numerosi rapaci e pappagalli.
 
Per quanto riguarda i rapaci fra quelli che ci sono stati affidati, ve ne sono alcuni che non sono stati più in grado di essere messi in libertà perché impossibilitati a volare o incapaci di sopravvivere allo stato libero. Fra questi casi, dopo le prime cure prestate dai veterinari dell’Università di Grugliasco, ci sono:
 
-       1 aquila minore
 
-       1 biancone
 
-       2 gheppi
 
-       1 lodolaio
 
-       1 allocco
 
-       1 poiana coda fasciata
 
Ed inoltre
 
-       2 corvi albini
 
-       1 corvo imperiale
 
Sono stati portati all’Oasi anche un capriolo ed un cervo che, nonostante le cure prestate, non sono stati più in grado di essere rimessi in libertà.
 
Per quanto riguarda i pappagalli, alcuni ci sono stati donati da privati che non potevano più occuparsene come ad esempio dei cenerini, degli amazzoni e degli ara.

  Riportiamo alcuni brevi cenni su alcuni dei nostri ospiti con storie un po’ particolari ai quali ci sentiamo particolarmente legati.


 
 




GINEVRA- Tartaruga sulcata

È arrivata all’Oasi circa 25 anni fa, donata da una signora di Torino che l’ha cresciuta in casa fin da quando il marito l’aveva portata con sé, appena nata, dall’Africa. Poiché le dimensioni dell’animale richiedevano un habitat adeguato la signora, seppur con rammarico, ha preferito donarla all’Oasi. Ginevra ha continuato a crescere, ora pesa circa 30 Kg. ed ha raggiunto la veneranda età di 40 anni. È abituata, nel periodo estivo, ad uscire dal suo ricovero invernale ed a girare libera. Non è infrequente, per gli ospiti che vengono a visitare l’Oasi, trovarla nel piazzale antistante il rettilario ed il recinto dei daini mentre placidamente si gode il sole. Ormai conosce la strada ed è lei stessa che fa capire quando vuole uscire così come, ormai sazia di sole, vederla prendere la via di casa per rientrare al calar della sera.   


 







                               

IGOR – CORVO ALBINO


Igor ha vissuto da pullo presso l’Università di veterinaria ed è stato affidato all’Oasi dalla Provincia circa 3 anni fa. Quando è arrivato non era ancora svezzato e la struttura ha contribuito, con amore e dedizione al suo svezzamento, imbeccandolo ad intervalli regolari, proprio come avrebbero fatto in natura i suoi genitori. Gode di ottima salute e quando i visitatori si avvicinano o passano davanti alla sua voliera li saluta.









 
Ginetto – macaca nemestrina

Ginetto è stato affidato al Parco dalla Forestale di Milano che l’aveva requisito, molto piccolo, al suo arrivo dal Marocco. Inizialmente affidato ad una struttura che però aveva un habitat molto limitato è stato in seguito affidato all’Oasi circa 6/7 anni fa. Era molto debilitato e faceva fatica a muoversi. A seguito delle amorevoli cure prestategli si è ripreso,  ha subito familiarizzato con alcuni addetti della struttura ed anche con i visitatori vicino all’ingresso del Parco.  Gli era consentito di girare libero durante il giorno ed addirittura lo si poteva vedere tranquillamente seduto a tavola con il titolare. Dopo 3 anni, raggiunta la maturazione sessuale, ha evidenziato alcune modifiche alla personalità (perfettamente in linea con la natura dei macachi maschi), diventando un po' aggressivo al punto di non consentirgli più, per motivi di sicurezza, di godere di quella libertà a cui era abituato. Stiamo valutando la possibilità di affiancargli una femmina, anche se siamo consapevoli che l’iter potrebbe rivelarsi complesso e forse non attuabile.

 








FAUSTINO – FAINA
 
 
 
Anche Faustino ci è stato affidato nel 2016.  Pur essendo conosciuto come un animale dalla natura particolarmente sanguinaria, Faustino è invece estremamente affettuoso e socievole con lo Staff dell’Oasi e con alcuni di noi va in giro sulle spalle. Anche per lui il Parco auspicherebbe la possibilità di restituirgli la libertà con le stesse considerazioni però già esposte per Torquato.









 

                                                                                                                                                        CicO – TEGU ARGENTINO
 
 

Questo rettile è stato trovato nel 2013 nei pressi dell’ingresso principale al Parco Regionale della Mandria a Venaria.
La sua storia è un mistero perché potrebbe essere fuggito da un rettilario privato o, molto più probabile, essere stato abbandonato.
Consegnato al Centro Animali non Convenzionali della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Torino, dopo essere stato sottoposto alle visite veterinarie, che avevano evidenziato buone condizioni di salute, è stato affidato dalla Città Metropolitana all’Oasi nello stesso anno 2013.
L’animale si è pienamente adattato a vivere nella sua teca nel rettilario.







 


PACO – ARA
 
 

 
Portato all’Oasi da una famiglia di Torino 4 anni fa costretta a donarlo in quanto impossibilitata a tenerlo nell’abitazione perché il suo “chiacchiericcio” era troppo rumoroso ed infastidiva il condominio.
Si è affezionato subito a tutti i componenti dello staff; ha imparato a chiamare ognuno con il proprio nome e quando ogni componente si avvicina alla sua voliera lo chiama e saluta senza mai sbagliarne il nome.
 
Tutte le domeniche è possibile vederlo aggirarsi nell’Oasi, sul braccio del suo “tutor”, mentre incontra i visitatori o soltanto godersi la giornata fuori dalla sua voliera.  








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