41 - Ibis sacro - Oasi degli Animali

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41 - Ibis sacro

Livello 1 uccelli
 

 
Ibis sacro





DESCRIZIONE: Presenta piumaggio in prevalenza bianco (anche se si registrano alcuni casi di melanismo), con piume sfrangiate di colore nero sul groppone e remiganti dalla punta nera; le zampe sono piuttosto lunghe e terminano con 4 dita, di cui quelle rivolte in avanti unite da una membrana. Testa e collo sono neri; il becco nero è sottile e ricurvo. Ha una taglia abbastanza grande: è lungo infatti sui 56–69 cm con un peso di 1-1,9 kg e un'apertura alare di 112–123 cm. Di abitudini diurne fino al tramonto lo si può ammirare in attività; vola con le ali aperte e le zampe slanciate. E’ sociale e vive in gruppi anche molto numerosi. Questi durante il periodo dell’accoppiamento possono raggiungere anche i 500 esemplari. La specie non ha nemici abituali in natura, anche se talvolta può subire la predazione da parte dei pitoni, di qualche uccello rapace e soprattutto dei coccodrilli, mentre i nidacei rischiano di cadere vittime dei serpenti, dei varani e anche dei babbuini. Possono vivere sino a 18 anni.

DISTRIBUZIONE: Presente in tutto il continente africano a sud del deserto del Sahara ed in parte del Medio Oriente (fino all'Iraq), era storicamente diffuso in Egitto (era sacro al dio Thot al tempo dei Faraoni), ma dal XIX secolo è totalmente scomparso da quella zona, a causa della caccia che gli è stata data, anche se a volte qualche individuo è stato ritrovato nel delta del Nilo. In tempi recenti è stato introdotto, per fini ornamentali, anche in altri luoghi, tra cui la Francia, l'Italia (soprattutto nel sud ed in alcuni parchi del nord, come il Parco naturale delle Lame del Sesia e nel Parco Regionale Veneto del Delta del Po), la Spagna e la Florida e per merito delle sue grandi capacità di adattamento alcuni individui hanno costituito piccoli nuclei nidificanti. Vive in una grande varietà di habitat come paludi, fiumi (Nilo, Niger, Tigri ed Eufrate) ed acquitrini, ma si spinge anche fino ai margini delle città e delle coste marine dell'Africa sub-sahariana.

ALIMENTAZIONE: Nonostante a volte mangi semi o alghe, è prevalentemente carnivoro: caccia, soprattutto in acqua pesci, anfibi, invertebrati, serpentelli, non disdegnando nemmeno le carogne. La sua tecnica è piuttosto semplice: fissata la preda prescelta, la segue con lo sguardo e, alla prima occasione propizia, l'afferra con una beccata precisa, ingoiandola intera; talvolta si nutre di giovani coccodrilli o tartarughe marine appena nate.

RIPRODUZIONE: Nella stagione degli amori, tra giugno e agosto, i maschi si contendono le compagne a colpi di rigonfiamenti del petto e striduli gorgheggi, creando una sorte di harem. Nel nido, fatto di rami ed erbe, tra gli arbusti o sugli alti alberi, la femmina depone 1-5 uova, che cova senza l’aiuto del maschio. L'incubazione dura circa 28 giorni. I giovani si rendono indipendenti a 4-5 settimane di vita e a 20 sono in grado di riprodursi.

CURIOSITA’: L’Ibis era venerato in Egitto come divinità: la sua immagine era associata al dio Thot (Dio della luna, della sapienza, della scrittura e della magia).
Considerato allo stesso momento utile (divorava serpenti e carogne) e puro (beveva solo acqua limpida e pura, usata poi dai sacerdoti per funzione rituale), l'ibis sacro era considerato intelligente per lo sguardo sempre fermo sull'obiettivo e le posture eleganti.

CONSERVAZIONE:    La specie non è al momento a rischio di estinzione, anche se in passato è stata sottoposta a forte pressione venatoria.




 

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