40 - Aquila minore - Oasi degli Animali

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40 - Aquila minore

Livello 1 uccelli
 

 
Aquila minore





 
DESCRIZIONE: Di dimensioni medio grandi e forme slanciate questa aquila ha una lunghezza di circa 42-50 cm., un peso compreso tra i 500 gr. ed 1 kg. (la femmina è più pesante del maschio), un’apertura alare tra 100-130 cm. Ha coda lunga, ali strette, becco breve e adunco, tarsi lunghi e piumati, artigli molto sviluppati e ricurvi. Le differenze di sesso non sono evidenti. Si può riscontrare un morfismo chiaro, uno scuro e uno rossiccio: la “fase” chiara e quella scura sono le più frequenti.
Fase chiara: capo e alto collo giallo-fulvi striati di bruno, mustacchi e zone auricolari bruno-nerastre, fronte biancastra, parti superiori e copritrici brune orlate di chiaro, sottocoda chiaro, remiganti quasi nere, timoniere scure superiormente e chiare inferiormente, tarsi biancastri, piedi gialli, becco scuro con cera gialla.
Fase scura:parti inferiori completamente brune a volte tendenti al rossiccio o al nero. Negli esemplari del morfismo rossiccio il capo e le parti superiori sono identiche a quelle del morfismo chiaro e del morfismo scuro. La gola, le parti inferiori, le piccole copritrici inferiori dell'ala e i calzari variano dal rossiccio chiaro al rossiccio medio, con una sottile striatura scura sul petto. Maschi e femmine in natura sono indistinguibili tra di loro così come i giovani sono quasi indistinguibili dagli adulti. In volo la si distingue sia perché possiede una primaria digitata in più (6 anziché 5 come nella poiana) sia perché presenta la coda più lunga e squadrata per il volo proprio delle aquile. In genere conduce vita solitaria o in coppia e solo saltuariamente si riunisce in piccoli gruppi durante la migrazione.

DISTRIBUZIONE: Vive nel Sud Europa (soprattutto Spagna, Francia e Portogallo), Nord Africa (Marocco, Algeria e Tunisia) e Asia sud-occidentale. È una specie migratrice e sverna in Africa. In Italia, l’area di svernamento accertata con una certa regolarità è la Sicilia, dove l’inverno è breve e piuttosto mite. Frequenta di preferenza i boschi misti interrotti da brughiere, praterie, coltivi. Nelle aree di svernamento s’insedia nella savana alberata.

ALIMENTAZIONE: Caccia prevalentemente in volo e cattura le sue prede, uccelli, piccoli mammiferi e rettili, sopra o vicino al terreno o sulla cima degli alberi, compiendo picchiate e inseguimenti veloci e spettacolari. Volteggia ad alta quota e poi plana lentamente cercando sul terreno direttamente sotto di lei finché non avvista una preda, dopodiché si richiude a goccia e si lancia in picchiata, finendo la discesa con le zampe e gli artigli protesi in avanti. A volte scende lentamente con le ali e la coda
spiegate per osservare meglio la preda, poi inizia la picchiata da un'altezza minore. Non fa mai la manovra dello spirito santo ( così chiamato il volo battuto senza spostamenti, tipico del Gheppio e del Biancone). Caccia anche dai posatoi nutrendosi, occasionalmente, anche di insetti.

RIPRODUZIONE:  All’inizio e nel corso del periodo riproduttivo le coppie eseguono spettacolari corteggiamenti acrobatici durante i quali la femmina in volo si gira a pancia all’aria e tende le zampe al maschio che si precipita in picchiata su di lei. Il nido viene in genere costruito sugli alberi ad una discreta altezza da terra e viene utilizzato per più anni successivi. Nell’anno compie una sola covata e la deposizione ha luogo in aprile. Le 2 uova sono deposte con un intervallo di una settimana l’uno dall’altro e vengono incubate dalla sola femmina per circa 30 giorni, mentre il maschio provvede a procurarle il cibo. All’alimentazione dei pulcini contribuiscono entrambi i genitori. I giovani abbandonano il nido a 50-55 giorni, involandosi tra fine luglio e agosto. Pare che spesso uno solo dei piccoli riesca a sopravvivere.

CURIOSITA’: Hieraaetus deriva dal greco hierax, «falco», e eaetos, «aquila». Pennatus deriva dal latino e vuol dire  «piumato», in riferimento alle zampe completamente piumate o «calzate».

CONSERVAZIONE:    La specie non è attualmente a rischio estinzione.


 
 
 
 
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