38 - Istrice Crestata - Oasi degli Animali

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38 - Istrice Crestata

Livello 2 mammiferi


istrice crestata



DESCRIZIONE: Nota anche come istrice crestata o porcospino, è un roditore della famiglia degli Istricidi diffuso in Europa meridionale ed in Africa; il suo nome latino significa "maiale spinato". Esistono circa dodici specie di istrice e tutte sfoggiano un manto di aculei a forma di spillo in grado di dare ai predatori un affilato promemoria di quanto costituisca una preda difficile.  Ha una lunghezza compresa tra 65 e 85 cm, la lunghezza della coda è tra 12 e 17 cm, la lunghezza del piede fino a 9,5 cm, la lunghezza delle orecchie fino a 4 cm e un peso fino a 20 kg. È il più grande roditore africano ed europeo. Le parti dorsali sono ricoperte da lunghe setole nere o bianche anteriormente e con lunghi aculei nella parte centrale e sulla groppa. Gli aculei presentano anelli bianchi e neri alternati, solitamente 4 o 5, e terminano con una lunga punta bianca. La loro lunghezza è variabile e possono raggiungere i 30 cm sulla groppa. In più possono essere fatti ricrescere per sostituire quelli perduti. La cresta nucale è formata da lunghi peli sottili fino a 45 cm, principalmente neri. Sia la cresta che gli aculei si drizzano quando l'animale è impaurito o minacciato. La testa, il collo e gli arti sono ricoperti con setole scure lunghe fino a 5 cm. La parte centrale della groppa è nera o chiazzata. La testa è alquanto larga con un muso corto, la regione nasale rigonfia e ricoperta da lunghe vibrisse scure. Gli occhi sono piccoli e scuri. Le orecchie sono corte e scure. Gli arti sono brevi, le zampe sono corte e larghe, ognuna provvista di cinque dita munita di artiglio, il primo dito delle zampe anteriori è notevolmente ridotto. La coda è corta, di solito nascosta dagli aculei della groppa, ed è ricoperta da aculei più corti e fragili, alcuni modificati in maniera tale da ottenere uno crepitio quando la coda è scossa. Il cranio è grande e di forma arrotondata, gli incisivi sono lisci, mentre la superficie occlusale dei molari è formata da pieghe complesse di smalto e dentina, le ossa nasali sono molto lunghe, larghe e si estendono posteriormente quasi fino al margine posteriore delle orbite. Le femmine hanno due o tre paia di mammelle pettorali. È una specie terricola e notturna, sebbene in cattività risulti essere attiva anche di giorno. Durante le ore diurne si rifugia nelle grotte, nelle buche sotto gli alberi o in tane abbandonate di altri animali e nei crepacci rocciosi. Non scava le proprie tane. La locomozione è una camminata o un lento trotterellare e, a causa delle sue grandi dimensioni, non è in grado di arrampicarsi. Quando impaurita o minacciata la cresta e gli aculei si drizzano, facendo sembrare l'animale più grande di quanto non sia, e gli aculei della coda sono agitati provocando un tintinnio. Se in pericolo l'animale si muove lateralmente o all'indietro con le punte degli aculei erette verso l'aggressore. Se realmente provocato da un potenziale predatore l'individuo carica all'indietro con gli aculei della groppa, lasciandone qualcuno infilzato nella pelle dell'aggressore, provocando talvolta gravi ferite. Questo comportamento e l'affilatezza dei suoi aculei fornisce all'istrice un meccanismo difensivo veramente efficace anche contro potenziali predatori come il leone.
Sono animali sociali e gregari. Le secrezioni prodotte dalle ghiandole anali sono utilizzate per marcare il territorio e per indicare la presenza dell'individuo, i suoni vocali sono utilizzati per l'interazione maschio-femmina e per avvisare i conspecifici di eventuali pericoli o durante incontri aggressivi. Diversi individui possono rifugiarsi insieme nella stessa tana. A causa del suo comportamento difensivo, l'istrice ha pochi predatori. L'uomo può cacciarlo per cibarsene ma non in grosse quantità come altri roditori simili. In natura può vivere dai 5 ai 7 anni, mentre in cattività può raggiungere i 10-15 anni.

DISTRIBUZIONE: Diffusa ampiamente nella zona costiera mediterranea, nella savana sudanese e guineana e nelle regioni afro-montane dell'Etiopia. Presente nelle regioni montane del Marocco, Algeria e Tunisia e nelle coste libiche. Popolazioni isolate nel Niger. Diffusa in tutta l'Africa occidentale dal Senegal al Camerun e nella Repubblica Democratica del Congo, Ruanda, Etiopia, Uganda, Kenya, Tanzania settentrionale e Zanzibar. In Europa è presente come specie introdotta in Albania e Grecia settentrionale.
In Italia è diffusa in tutta la penisola, in Sicilia e sull'Isola d'Elba. Recentemente ha conosciuto una notevole espansione verso nord, giungendo in Liguria occidentale fino alla parte sud-orientale del Piemonte, della Lombardia, dell'Emilia Romagna e del Veneto. L'istrice era sicuramente presente sul nostro territorio fin dal tardo Pleistocene, confermata dai ritrovamenti di fossili datati a questo periodo. Non è noto tuttavia se l'animale si sia in seguito estinto e reintrodotto in epoca più recente dai Romani, oppure se sia sopravvissuto senza soluzione di continuità sul nostro territorio, inclusa la Sicilia. Vive fino a 3.550 metri di altitudine sugli altopiani etiopici nelle regioni semi-desertiche, savane boscose e praterie, specialmente dove sono presenti rocce e grotte. In Algeria e Marocco vive nelle colline ricoperte di foreste e nelle steppe ma non nel deserto. Appare essere molto tollerante ad un'ampia gamma di ambienti e climi, incluse le boscaglie costiere calde, i deserti secchi e le praterie montane fredde. In Etiopia può essere attratta dalle fattorie dove può divenire una piaga per le coltivazioni.

ALIMENTAZIONE:     È una specie erbivora. La principale fonte di cibo è la frutta, le radici, i bulbi e le cortecce.

RIPRODUZIONE: Durante la corte il maschio avvicina la femmina utilizzando un'andatura bipede e poi la monta. La femmina sollecita la copulazione attraverso l'esibizione della coda sulla groppa. Dopo una gestazione di 112 giorni circa nascono da uno a quattro piccoli il cui peso alla nascita è di circa un chilogrammo. I piccoli nascono con gli occhi aperti e soffici peli spinosi che si induriscono dopo alcuni giorni. L'allattamento avviene con la madre seduta poiché le mammelle sono situate ai lati del torace. I maschi assistono recuperando e pulendo i piccoli e riposano con loro nelle tane. Sono svezzati dopo 16 settimane di vita e dopo circa due mesi sono in grado di vivere da soli.
CURIOSITA’: Due specie di mosche tze-tze che trasmettono la malattia del sonno all'uomo sono state osservate nutrirsi del sangue della specie.
CONSERVAZIONE:   Sebbene utilizzata come fonte di cibo da diverse popolazioni, la IUCN Red List classifica Hystrix cristata come specie a rischio minimo considerata la sua ampia diffusione.



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