32 - Capre - Oasi degli Animali

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32 - Capre

Livello 2 mammiferi
 


capre





All’interno dell’Oasi degli Animali sono presenti diverse razze di capre:
Capra d’Angora
Capra Girgentana
Capra Vallesana
Capra Maltese
Capra Siriana
Capretta Tibetana

 
Capra d’Angora
                       
Aspettativa media di vita: circa 15 anni;
Lunghezza media circa 120 cm;
Altezza media: maschi 65-80 cm; femmine 60-65 cm;
Peso medio: maschi 50-70 kg; femmine 30-60 Kg.
La Capra d’Angora è una razza molto antica originaria probabilmente del Tibet e portata poi in Anatolia nel XIII secolo a.C. Per molto tempo, le capre d'Angora a manto bianco sono state privilegiate dagli allevatori, ma negli ultimi anni si è fatta strada un'associazione che promuove lo sviluppo di queste capre anche dal manto colorato: il colore del mantello può infatti variare dal nero scuro al marrone-rossiccio ed alle varie tonalità di grigio. Il suo naturale ambiente di allevamento è costituito da aree d’alta quota, caratterizzate da clima asciutto e freddo; mostra inoltre una naturale predisposizione a sfruttare i pascoli poveri. La caratteristica più importante di queste capre (tosate due volte l’anno) è la bellissima lana, detta mohair: ogni esemplare produce fra i 5 e gli 8 kg di mohair l'anno. Sono poco prolifiche (dopo circa 150 gg. di gestazione nasce un solo piccolo) e la mortalità dei cuccioli nei primi giorni di vita è altissima. A causa della velocissima ricrescita della lana, inoltre, richiedono un'alimentazione specifica. L'allevamento di capre d'Angora, e conseguentemente la produzione di mohair, si concentrano soprattutto in  Turchia, Sudafrica, Australia, Stati Uniti ed Europa. E’ solitamente allevata in sistemi estensivi e semi-estensivi.



        Capra Girgentana
Lunghezza media circa 106 cm;
Altezza media: maschi 60-85 cm; femmine 60-80 cm;
Peso medio: maschi 65 kg; femmine 46 Kg.
Il suo nome deriva da Girgenti (oggi Agrigento) ed è inconfondibile per le lunghissime corna a spirale (o a turacciolo) presenti in entrambi i sessi e che nei maschi possono raggiungere i 70 cm. Il pelo e le corna ricordano soggetti asiatici ancora viventi allo stato selvatico e la sua origine, secondo alcuni, va ricercata fra le capre del Tibet. È una capra di taglia media con pelo lungo, folto e bianco, talvolta maculato. Sul mento ha una barbetta e, sulla fronte, un ciuffo folto, che gli allevatori tagliano “a frangetta”. Dopo circa 5 mesi e mezzo di gestazione la femmina partorisce, in primavera, 1 o 2 capretti. La girgentana è allevata al pascolo e la sera viene ricoverata in stalla. Il suo latte, rinomato per la qualità dovuta all’ottimo equilibrio tra grasso e proteine, è stato destinato da sempre al consumo diretto. Possiede un sostenuto valore energetico e offre un ottimo apporto di vitamina D.
I formaggi prodotti con latte di capra Girgentana, freschi e a pasta molle, contengono vitamina A e B, calcio, fosforo, ferro e rame. La chicca di questo formaggio è che il caglio utilizzato viene ricavato dal latticello dei rametti di Fico, per cui è un alimento adatto a chi segue una dieta vegetariana.




Capra Vallesana
                       
Lunghezza media: maschi 87 cm; femmine 84 cm;
Altezza media: maschi 83 cm; femmine 75 cm;
Peso medio: maschi 75 kg; femmine 55 Kg.
Razza di origine incerta, ma molto antica: alcuni la farebbero derivare dall’invasione del Vallese da parte degli arabi, altri da un ceppo lombardo delle province di Sondrio e Varese. Oggi la razza è considerata autoctona della zona transfrontaliera tra Alto Novarese ed il confinante Cantone svizzero del Vallese. E’ una capra molto rustica di taglia media dalla corporatura molto robusta. Il vello è nero sulla testa, sul collo, sul petto e sugli arti, mentre il resto del corpo è ricoperto da vello bianco, con una separazione nettissima. Il pelame è lungo, la pelle spessa e chiara. Viene allevata principalmente per la produzione di carne, sia di capretti (12-15 kg.) che di caprettoni pesanti 20-25 kg. Lo scarso sfruttamento dell’attitudine lattifera delle Vallesane è da mettere in relazione agli ambienti particolarmente impervi nei quali viene allevata e alle tecniche di allevamento molto tradizionali più che alle ridotte potenzialità della razza. La più diffusa tecnica d’allevamento è quella transumante con breve periodo di ricovero invernale, pascolo su aree marginali con integrazione di foraggi essiccati e con lo sfruttamento degli alpeggi d’alta quota dall’inizio dell’estate al tardo autunno-inizio inverno. La gestione della riproduzione è orientata alla conservazione della variabilità genetica. Il crescente interesse per questa razza è dovuto anche alla sua particolare bellezza.




Capra Maltese
                       
Lunghezza media: maschi 110 cm; femmine 78 cm;
Altezza media: maschi 87 cm; femmine 71 cm;
Peso medio: maschi 70 kg; femmine 46 Kg.
La capra Maltese è una razza caprina le cui origini sono ancora incerte. Alcune teorie la riconducono a Malta, mentre secondo altre questa razza avrebbe avuto origine in Siria. Si sa per certo che viene allevata in Italia dal 1937 prevalentemente al sud. È un animale di taglia media, docile, allevato prevalentemente per la caratteristica attitudine lattifera, ne produce infatti circa 6 litri al giorno. Ha testa piccola e leggera, più tozza nell'esemplare maschio che possiede anche la barbetta ed un ciuffo di peli nella zona frontale. Le corna sono piccole o del tutto assenti in entrambi i sessi. Il vello è lungo e serico sul tronco, mentre, è raso sulla testa. Solitamente è bianco, ma, non è raro trovare animali bianchi pezzati di marrone o color miele. Le pezzature possono presentarsi anche sul muso e sulle orecchie ma sono di colore nero. La pelle è di colore bianco tendente al rosa e può presentare delle pezzature. L’età media del primo parto è intorno ai 18 mesi. I capretti alla nascita pesano circa 3,5 kg, mentre a 60 gg. arrivano a pesare circa 11 kg. Lo stato migliore per allevare la capra Maltese è quello brado e semi brado.



Capra Siriana


Altezza media: maschi 79 cm; femmine 72 cm;
Peso medio: maschi 70 kg; femmine 48 Kg.
Si suppone sia originaria del Medio-Oriente. È diffusa nel sud Italia soprattutto in Sicilia.
Il mantello è di colore rosso-bruno. E’ allevata allo stato semi-brado e semi-stabulato.
Si ha un solo parto all’anno con un tasso di gemellarità del 95% e non sono rari parti trigemini.
E’ principalmente una capra da latte.












Capretta Tibetana o Nana d’Africa  
Lunghezza media 60-80 cm;
Altezza media: 35-60 cm.
Peso medio: 20-30 kg.
Razza caprina di piccola taglia originaria della Somalia, è stata introdotta in Italia a scopo ludico-ornamentale.
Caratteristica della specie è la presenza di due corna corte e sottili sulla fronte che vengono usate per difendersi e per scorticare le piante e nutrirsi della corteccia; nelle femmine non sempre sono presenti poiché sono un carattere recessivo. Il mantello originario era marrone, ma negli anni sono state selezionate specie con mantello bianco, nero, camoscio, grigio o pezzato. La dentatura è presente solo nella mandibola superiore, mentre in quella inferiore c’è solo un callo osseo. Le pupille sono rettangolari. Il pelo è lungo e folto e il maschio presenta il caratteristico pizzetto sotto il mento. La lunghezza del pelo varia a seconda della stagione e quello del maschio è sempre più folto rispetto a quello delle femmine. La coda è corta e rivolta verso l’alto, le zampe posteriori sono robuste e distanziate tra loro, il garretto è molto basso e le zampe sono più lunghe rispetto a quelle delle altre specie. Il muso e il collo sono più corti e affusolati rispetto alle capre comuni. Eccetto che per le dimensioni, questi piccoli ruminanti sono quasi identici alle capre tradizionali sia per la struttura morfologica sia per le caratteristiche fisiche.
La loro dieta consiste principalmente in erba, frutti e arbusti.
L'accoppiamento avviene a metà autunno ed il maschio in quel periodo diventa molto odoroso per via delle sostanze ormonali secrete assieme all'urina di cui si cosparge il pelo. Circa 150 giorni dopo l'accoppiamento nasce uno e talvolta anche due piccoli (solitamente un capretto alle primipare, due alle secondipare e pluripare).






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