24 - Parrocchetto Monaco - Oasi degli Animali

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24 - Parrocchetto Monaco

Livello 1 uccelli
 


PARROCCHETTO MONACO
         





DESCRIZIONE:  Deve il suo nome al particolare sottocollo a balze che ricorda il cappuccio del saio dei monaci. E’ detto anche pappagallo dal petto grigio. Ha una lunghezza di circa 28/30 cm. ed un peso di 110/130 gr; presenta una colorazione sul dorso verde vivo, con la fronte, le guance ed il petto di un grigio sfumato, il ventre giallognolo sfumato in verde, con timoniere e remiganti blu. Il becco è scuro, leggermente più largo alla base rispetto alla media dei pappagalli, le zampe si presentano grigie e l'occhio è marrone scuro. E' l'unico psittacide del genere myiopsitta, ma si divide in quattro sottospecie. E’ estremamente socievole e vive in comunità tutto l'anno, anche nel periodo della cova. Gli stormi sono composti da 50 a 200 individui e sono soliti compiere autentiche razzie nei campi coltivati, tanto da essere presi di mira dagli agricoltori. Ha un volo agile e molto veloce, caratterizzato dall'emissione di grida assordanti. E' un uccello molto attivo, che ha bisogno di giocare e di compagnia. Adora fare il bagno. Non è presente un evidente dimorfismo sessuale. La loro aspettativa di vita si aggira sui 15/20 anni, ma non è raro che possono raggiungere anche i 35 /40 anni.

DISTRIBUZIONE:    E’ originario del Sudamerica ed occupa un vasto areale localizzato nelle pianure ad oriente delle Ande, a partire dalla Bolivia, Paraguay, Uruguay, Brasile ed Argentina, fino a lambire la Patagonia. I suoi habitat naturali sono le foreste aperte, quelle a galleria lungo i corsi d’acqua e le boscaglie di pianura o di collina e le distese di acacia, senza superare quasi mai i mille metri di altitudine, potendosi comunque adattare a quote più elevate.

ALIMENTAZIONE:  In natura il parrocchetto monaco è granivoro e si nutre prevalentemente di semi. Le sue preferenze vanno alle spighette delle Graminacee (pannocchie di mais, dente di cane) ed alle Asteraceae (cardo) . Si nutre inoltre di trifoglio, portulaca, bacche, frutta, fiori e verdure e non disdegna neppure piccoli insetti e larve.

RIPRODUZIONE:  Il monaco è l'unico pappagallo che costruisce grandi nidi collettivi sulle cime di grandi alberi, anche a 20 m. d’altezza: dei veri e propri condomini dove trovano alloggio da una decina ad una ventina di coppie. Questi nidi vengono costruiti intessendo ed accatastando innumerevoli ramoscelli, fino a costituire una massa compatta che può superare il metro di diametro ed il peso di 150 kg, tanto che non è raro che tali nidi finiscano per spezzare i rami che li sostengono. Ogni nido è percorso da tunnel comunicanti e da camere di cova dove ogni femmina depone, tra ottobre e gennaio, 5-8 uova che vengono incubate per circa 20/23 giorni. I piccoli abbandonano il nido dopo circa 5/6 settimane e lo svezzamento avviene intorno ai 60 giorni. Non è raro che nei tunnel rimasti inutilizzati si stabiliscano altri uccelli.

CURIOSITA’:  Questo parrocchetto è uno dei pappagalli più adattabili che esista e ciò è comprovato dalla sua spiccata capacità di creare colonie (da esemplari sfuggiti alla cattività) e riprodursi in tantissime città italiane, europee ed anche negli Stati Uniti, tanto che negli ultimi anni è molto facile avvistare piccoli stormi nei parchi cittadini. Se opportunamente stimolato può diventare un bravo parlatore e usa le frasi imparate assimilandole alla richiesta.

CONSERVAZIONE:    Non è una specie a rischio di estinzione.




 

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