18 - Tartaruga Hermanni - Oasi degli Animali

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18 - Tartaruga Hermanni

Livello 5 rettili
 

 
TArtaruga di terra o hermanni




 
 
DESCRIZIONE: Si dividono in due sottospecie, Testudo hermanni hermanni (Thh) e Testudo hermanni boettgeri (Thb). La prima è diffusa in Europa occidentale (Spagna, Francia e Italia), la seconda in Europa orientale (paesi dell’ex Jugoslavia, Albania, Grecia, Bulgaria, Romania e Turchia occidentale). Sono state inoltre proposte altre due sottospecie, in attesa di verifica tassonomica:

- Testudo hermanni hercegovinensis, diffusa nelle zone costiere di Croazia, Serbia e Dalmazia;
- Testudo hermanni  peloponnesica, diffusa nei dintorni di Sparta.

Alcune caratteristiche fisiche accomunano entrambe le sottospecie Thh e Thb: uno dei loro caratteri distintivi è che la coda termina con un astuccio corneo, sia nei maschi sia nelle femmine. Il carapace è di forma ovale, moderatamente convesso e cupoliforme e presenta una colorazione giallo-aranciato con diffuse macchie nere, molto estese sul piastrone. Altre caratteristiche sono la pigmentazione gialla delle scaglie sotto gli occhi e un caratteristico disegno sullo scuto sopracaudale a forma di toppa di serratura. E’ sempre presente un piccolo e stretto scuto nucale. Le dimensioni del carapace degli adulti variano da un minimo di 13 cm ad un massimo di 30 secondo la sottospecie. La Thh adulta raggiunge dimensioni massime pari a circa 15 cm nei maschi e a 19 cm nelle femmine. La Thb adulta invece raggiunge dimensioni massime maggiori: i maschi possono arrivare a 19 cm e le femmine fino a 25-28. Il piastrone presenta una colorazione molto più sfumata e meno definita rispetto alla Thh. Il peso varia secondo la sottospecie tra i 450-700 gr. del maschio ed i 750-1200 gr. delle femmine. Il dimorfismo sessuale è abbastanza evidente: i maschi sono di dimensioni minori ed hanno un piastrone maggiormente concavo per facilitare la monta sul carapace della femmina, la coda è più lunga e grossa e presenta uno sperone corneo molto più sviluppato. Le femmine raggiungono dimensioni superiori, presentano un piastrone piatto, hanno una coda corta e l'apertura cloacale è posta vicino alla base. Hanno una buona vista: sanno distinguere forme, colori e riconoscono anche le persone che si prendono cura di loro. Hanno un preciso senso dell'orientamento e se sono spostate dal loro territorio, anche di qualche centinaio di metri, saranno in grado di ritornarci in breve tempo. Non hanno un udito sviluppato, ma sono molto sensibili alle vibrazioni del suolo. Al contrario l'odorato è ben sviluppato ed ha un ruolo importante nella ricerca del cibo e nella funzione sessuale. Sono animali ectotermi. Durante la primavera e l'autunno amano riscaldarsi al sole per innalzare la temperatura corporea ed attivare le funzioni metaboliche. L'esposizione al sole permette loro di assumere i raggi UVB atti alla sintesi della vitamina D. Durante l'estate sono attive al mattino e nel tardo pomeriggio, mentre nelle ore più calde, con temperature superiori ai 27 gradi, si rifugiano in posti ombrosi. Nei primi giorni d`autunno, al calare delle temperature smettono di alimentarsi e, verso novembre o dicembre, secondo la latitudine, iniziano ad interrarsi o a ripararsi in luoghi protetti e cadono in letargo che è una fase metabolica assolutamente necessaria per questa specie. Sono animali longevi e si hanno notizie certe di molti esemplari pluricentenari.

DISTRIBUZIONE: Specie paleartica, è presente esclusivamente nell'Europa meridionale. Il suo areale si estende dalla Spagna alla Romania includendo le isole maggiori del Mediterraneo. La Testudo hermanni e l'Emys orbicularis sono le sole specie autoctone italiane, la Testudo graeca e la Testudo marginata sono specie che sono state introdotte a più riprese in tempi storici. Gli habitat sono tipicamente mediterranei, caratterizzati da inverni miti con precipitazioni moderate ed estati aride e temperature elevate. Predilige la boscaglia mediterranea formata da piante sempreverdi basse e ricche di vegetazione, praterie collinari e selva costiera.

ALIMENTAZIONE: E’ una tartaruga prettamente erbivora, si nutre essenzialmente di erbe di campo, ma può alimentarsi saltuariamente di chiocciole (utili per l’apporto di calcio); soprattutto nei periodi secchi in cui scarseggia il cibo, si può nutrire anche di feci di animali e di piccole carogne.

RIPRODUZIONE: Subito dopo il risveglio dal letargo inizia il corteggiamento da parte del maschio con un rituale che prevede inseguimenti, morsi e colpi di carapace alla femmina. Questa può conservare lo sperma in un apposito organo, la spermateca, all'interno dell'ovidutto, anche per quattro anni (anfigonia ritardata). Raggiungono la maturità sessuale intorno ai 10 anni ed il sesso non è generalmente distinguibile con sufficiente certezza prima dei tre-quattro anni di età. Sono ovipare e le deposizioni (anche quattro volte, tra maggio e luglio) avvengono in buche scavate dalla femmina nel terreno con le zampe posteriori. Il numero delle uova è variabile (da 3 a 10) generalmente in proporzione alla taglia dell'esemplare. Il tempo d’incubazione, 2 o 3 mesi circa e il sesso dei nascituri, varia in funzione della temperatura. Se queste sono inferiori ai 31,5 °C, si avrà una preponderanza di esemplari maschi; se superiori una maggioranza di femmine. Al momento della schiusa, spesso agevolata da una giornata di pioggia, il nascituro per rompere il guscio si avvale del cosiddetto "dente dell'uovo".

CURIOSITA’: Il nome "hermanni" è in onore del medico e naturalista francese Jean Hermann. Nel passato furono allevate da alcuni perché le loro carni, ritenute molto nutritive, soprattutto per gli infermi, erano tra le poche di cui la Chiesa cattolica consentiva il consumo nei giorni di astinenza.

CONSERVAZIONE:    La tartaruga Hermanni corre il rischio di scomparire dall'ambiente naturale soprattutto a causa dell'agricoltura meccanizzata, dell'uso dei fitofarmaci, del traffico automobilistico, degli incendi, della distruzione dell'ambiente naturale, dell'urbanizzazione, della cattura illegale e della predazione da parte di animali selvatici. E’ inserita nella Red List delle specie minacciate di estinzione, come tutti i rettili del genere Testudo ed è protetta dalla Convenzione di Berna. E’ anche inserita nell’Appendice II del CITES. Secondo quanto stabilito nell'allegato A del Regolamento (CE) 1332/2005 della Comunità Europea, dall’1/7/1975 è assolutamente vietato il prelievo in natura ed è regolamentato l'allevamento e il commercio degli esemplari in cattività.



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