18 - Nandù - Oasi degli Animali

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18 - Nandù

Livello 1 uccelli
 


 
nandù

        




 
DESCRIZIONE:    Il Nandù (chiamato anche “Struzzo d’America”) è un sottordine degli Struzioniformi che comprende una sola famiglia, i Reidi con 2 generi, 2 specie e 8 sottospecie, tra le quali il Rhea americana (specie più diffusa), che vive nelle Pampas argentine, nel sud del Brasile e dell'Uruguay ed il Pterochemia pennata, che popola gli altipiani di Cile, Bolivia e Perù. Con il suo metro e mezzo di altezza ed i suoi 25 kg. di peso è attualmente il più grande uccello americano, pur non essendo in grado di volare.  Deve il suo nome al particolare grido emesso dal maschio nel periodo degli amori. Il piumaggio è bruno grigiastro, più chiaro su ali e dorso, la testa ed il collo hanno piumaggio marroncino, mentre le cosce ed il ventre sono giallo-marroncine. Gli occhi sono grigio perla, il becco è piatto e grigio fumo, le zampe, lunghe e robuste che gli consentono di correre velocemente in caso di pericolo, sono color carnicino scuro. I piedi sono formati da tre dita con unghie robuste che servono all'animale per setacciare il terreno alla ricerca del cibo. Le larghe ali non gli consentono di volare, ma sono usate per mantenere l’equilibrio e per cambiare direzione durante la corsa. Vive solitamente in gruppi di 20/30 individui. Non presenta dimorfismo sessuale. E’ dotato di carattere tranquillo e si adatta bene alla vita in cattività. La sua aspettativa di vita è di circa 15 anni.

DISTRIBUZIONE: Vive soprattutto nel Brasile meridionale ed in Argentina (Patagonia). Il suo habitat è caratterizzato da forti escursioni termiche tra il giorno e la notte. Predilige le pampas argentine e le foreste aperte caratterizzate da erba alta e cespugli, infatti, non ama le distese molto aperte prive di luoghi di rifugio o di alberi. Nelle grandi pianure del Brasile lo si può trovare anche in gruppi di cento individui.

ALIMENTAZIONE:  È una specie onnivora che si muove continuamente alla ricerca di cibo, costituito prevalentemente di foglie, erba, semi, radici, frutti, insetti e piccoli vertebrati, come piccoli uccelli, lucertole, rane e serpenti.

RIPRODUZIONE: La stagione degli accoppiamenti varia con la regione, in generale tra agosto e gennaio. Gli uccelli si portano in prossimità dei fiumi, dei laghi o delle paludi e formano dei gruppi di 20-30 animali. Il maschio diviene solitario e molto aggressivo per conquistare un gruppo di 2-15 femmine (harem): è infatti un animale poligamo. Avvenuto l’accoppiamento, il maschio s’impegna nella costruzione del nido scavando una buca nel terreno. Ogni femmina depone 1-2 uova di color giallo dorato tendente al bianco. Le uova vengono deposte a giorni alterni per una settimana o dieci giorni ed il nido può contenerne anche più di 50. Il maschio incuba le uova di tutte le sue compagne per circa 35-40 giorni e si allontana dal nido una volta al giorno per alimentarsi ed abbeverarsi. Tutte le uova deposte tendono a schiudersi nello stesso giorno. Solitamente i pulcini lasciano il nido subito dopo la schiusa, ma il padre continua a prendersi cura della nidiata difendendola con aggressività e attaccando qualsiasi animale – anche una rhea femmina – che si avvicini troppo. Nella stagione riproduttiva la femmina non si lega ad un maschio in particolare, ma fa visita a più partner.  

CURIOSITA’:  Nonostante il nandù non sia in grado di volare possiede delle ali piuttosto ampie che possono essere aperte ed utilizzate per allontanare eventuali predatori.

CONSERVAZIONE:  Questa specie ha una predilezione per le colture agricole, per cui è invisa a molti agricoltori sudamericani. È infatti in via di estinzione a causa della progressiva distruzione del suo habitat naturale. Inoltre le uova dell’uccello sono raccolte a scopo alimentare e la sua carne è mangiata da molte persone. La pelle è usata invece per la produzione di pellame.  Alcune disposizioni di legge oggi limitano la caccia e l’allevamento della rhea per scopi commerciali.


 
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