17 - Lodolaio - Oasi degli Animali

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17 - Lodolaio

Livello 1 uccelli
 


 
LODOLAIO

        




DESCRIZIONE: Il Lodolaio è un piccolo rapace dal corpo slanciato, lungo circa 30-36 cm e con un’apertura alare di 80-92 cm. La testa è di colore bruno-scuro, con guance e gola chiare e mustacchio scuro. Nella parte superiore, presenta un piumaggio color grigio-lavagna con    una coda più chiara, mentre la parte inferiore è biancastra, intervallata da bande scure longitudinali e il sottocoda rosso-ruggine. Gli individui giovani si distinguono per un colorito più brunastro. Il becco adunco è di piccole dimensioni: assume un colore grigio o verdastro nei giovani della specie, mentre diventa grigio-bluastro con cera gialla negli adulti. Ha zampe gialle, leggermente più chiare nei giovani, con unghie scure ad uncino. La coda è corta. Appena accennate le differenze tra i due sessi, con la femmina che si distingue, in sostanza, per il peso leggermente maggiore. Vivacissimo e ardito, gareggia in velocità con qualsiasi altro uccello. Ha ali molto lunghe, strette e appuntite ed il suo volo basso e veloce richiama quello del rondone, poiché, come questo, tiene le ali disposte a falce, le muove di frequente alternando rapidi battiti d’ala a brevi planate e compie con grande sveltezza le più difficili evoluzioni. Si posa di solito sugli alberi e molto di rado sul terreno. L’aspettativa di vita è di circa 15 anni.
 
 
 
DISTRIBUZIONE: Vive in tutta Europa,  eccettuate le regioni di sud-est e nelle parti temperate del continente asiatico. Compie regolari migrazioni che lo portano a trascorrere l’inverno in Africa sub-sahariana.  In Italia è presente da aprile-maggio a settembre-ottobre, ampiamente diffuso alle quote medio-basse ed anche in pianura, lungo i fiumi fiancheggiati da pioppi. Presente, anche se meno diffuso, in Sicilia, in Sardegna e su tutta la catena alpina, fino oltre i 1000 metri di quota. Il Lodolaio ama i paesaggi variegati, frequenta luoghi ricchi di boschi alberati, alternati a radure aperte. Gradisce inoltre la vicinanza di laghi, dove trova abbondanza di cibo e dove solitamente nidifica.
 
ALIMENTAZIONE: Ha abitudini prevalentemente diurne-crepuscolari e preda soprattutto piccoli uccelli come rondini, allodole (da cui il nome Lodolaio) e balestrucci, cacciandoli durante il volo. In estate si avvistano molti individui della specie nei pressi di stagni circondati da boschi: è qui che il Lodolaio afferra abilmente insetti volanti: locuste, formiche alate e soprattutto libellule, direttamente sulla superficie dell’acqua.

 
RIPRODUZIONE: Il lodolaio, essendo  un  tipico  migratore che  fa  ritorno in  patria  solo in aprile/ maggio, ritarda il  periodo della  riproduzione che si verifica generalmente a inizio giugno. Maschi e femmine giungono assieme nei luoghi di nidificazione e si dividono le cure parentali, sebbene sia la femmina a svolgere la parte preponderante della cova delle uova, alimentata in parte dal maschio. Per nidificare utilizza nidi abbandonati da altri uccelli posti sugli alberi elevati. La covata è costituita da 3/5 uova di forma allungata, biancastre con macchie rossicce. Il periodo di incubazione dura 30 giorni (una covata all'anno) e dopo circa 4-5 settimane, quando i figli sono in grado di volare, vengono addestrati alla caccia dai genitori, che applicano un metodo analogo a quello usato dai falchi pellegrini. Quando i piccoli hanno raggiunto la piena autosufficienza, la famiglia si pone in viaggio per raggiungere i quartieri di svernamento, situati nell'Africa sud-orientale e nell'Asia meridionale.

CURIOSITA’: L'ornitologo Peter Adolph, inventore del gioco del calcio da tavolo Subbuteo, avrebbe voluto inizialmente brevettare il passatempo con il nome The Hobby, che in Inghilterra designa il falco lodolaio. Non essendo il termine "Hobby" registrabile all’ufficio brevetti inglese,    Adolph ripiegò su parte del nome scientifico, Subbuteo appunto.

CONSERVAZIONE:  Attualmente non presenta rischio di estinzione.


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