13 - Ecletto di Vosmaer - Oasi degli Animali

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13 - Ecletto di Vosmaer

Livello 1 uccelli
 


 
ECLETTO DI VOSMAER






 
 
DESCRIZIONE: Il genere Eclectus è famoso per il suo estremo dimorfismo sessuale nei colori del piumaggio: verde smeraldo brillante nel maschio e rosso/viola nella femmina. Ciò li ha fatti considerare, fino agli inizi del XX° secolo, appartenenti a specie diverse. La seconda parte del nome scientifico di questo pappagallo indica una caratteristica del suo piumaggio: "roratus" significa "bagnato, irrorato" ed è riferito alla lucentezza dei colori di questa specie come se fossero bagnati di rugiada. È inoltre una delle rare eccezioni in cui la livrea del maschio risulta meno appariscente di quella della femmina. La colorazione base del maschio è verde carico distribuito su tutto il corpo. Solamente le ali presentano le timoniere con vessillo esterno blu intenso, mentre sulla sommità dell'ala la colorazione è rossa. Anche la coda, come il resto del corpo, è verde, con l'estremità sfumata di giallo. L'iride è arancione, il ramo superiore del becco è un arancione che sfuma nel giallastro verso l'estremità, mentre il ramo inferiore è nero. Le zampe sono grigie e le unghie sono scure. La femmina è completamente differente, mostrando una colorazione base rossa e blu: la testa appare completamente rossa fino all'altezza del petto, dove il cappuccio sfuma gradualmente nel blu elettrico dell'addome e del dorso. Il basso ventre e la coda sono rossi con sfumature gialle e blu. La parte terminale della coda è gialla, mentre le ali sono blu con sfumature rosse. Il becco della femmina è completamente nero. Ci sono dieci sottospecie di pappagalli Eclectus. Il Vosmaer è quello di dimensioni maggiori rispetto alle altre sottospecie e si trova nelle isole Maluku (nell’arcipelago delle Molucche Settentrionali). Questo pappagallo misura circa 35 cm di lunghezza per un peso di circa 400-500 gr. L’aspettativa di vita si aggira sui 30-40 anni.

DISTRIBUZIONE: Le dieci specie di ecletto sono distribuite su un areale comprendente l'Indonesia, la Nuova Guinea, le isole Salomone, le Molucche (Seram, Ambon, Tanimbar, Kai e Buru) e le Bismarck. Esistono colonie anche sulla penisola australiana di Capo York. Questo pappagallo tende a vivere nelle foreste di pianura, raggruppandosi in stormi spesso numerosi, udibili a grande distanza a causa dei forti richiami emessi. Passa le sue giornate in cerca di cibo e gli stormi la sera si radunano su grandi alberi dormitorio.

ALIMENTAZIONE:     L'ecletto presenta un apparato digerente che si differenzia da quello di tutti gli altri psittacidi per un intestino particolarmente lungo, il che lascia supporre che la sua dieta sia sempre stata caratterizzata da grande abbondanza di fibre. L'alimentazione dell'ecletto in natura è basata su sementi, preferibilmente immature, frutta matura (fichi selvatici, noci acerbe), fiori, boccioli e steli di fiori, germogli, larve e piccoli insetti.

RIPRODUZIONE: L'ecletto è caratterizzato da un sistema riproduttivo di tipo poliandrico, ossia la femmina può nidificare, essere fecondata e portare avanti una covata con più di un maschio. La nidificazione avviene solitamente sugli alberi posti ai margini delle foreste, in cavità piuttosto grandi. La scelta ricade sempre sugli alberi più alti ed inaccessibili. La femmina esce dal nido molto raramente, depone due uova che vengono covate per 26-35 giorni. I piccoli nascono senza piume, di un colore rosato tenue e si involano verso i tre mesi di vita. Le femmine di ecletto sono particolarmente territoriali e più diventano mature più tempo trascorrono nei nidi di cui sono gelosissime e che presidiano letteralmente, arrivando a rinchiudervisi dentro fino a nove mesi l'anno. Scopo di tale accanimento difensivo è la necessità di non farsi rubare il nido da altre femmine. La maturità sessuale è intorno ai 2/3 anni di vita.

CURIOSITA’: È molto dotato nell’imitazione della voce umana, tanto da poter essere accostato in questo tipo di abilità senza troppe difficoltà al più celebre cenerino o alle Amazzoni.

CONSERVAZIONE:  Non è considerato a rischio estinzione. Appendice/CITES: 2.





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