12 - Tegu Argentino - Oasi degli Animali

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12 - Tegu Argentino

Livello 5 rettili
 


TEGu argentino





DESCRIZIONE: Si differenzia dagli altri tegu per la caratteristica di avere le squame a forma sferica. Presenta una colorazione di base nera contrastata da macchie color farina più o meno grandi, la coda è un’arma di difesa e costituisce la metà della lunghezza dell'animale, il tronco è compatto e muscoloso, con zampe robuste munite di artigli che gli permettono di scavare nonché di arrampicarsi, infatti anche se non è arboricolo non avrebbe timore a cacciare le prede persino sugli alberi. I denti sono sempre conici anteriormente, mentre lateralmente possono essere bicuspidati, tricuspidati oppure molariformi. Possiede una lingua lunga e piatta, bifida e protrudibile. La femmina misura dai 90 ai 120 cm, mentre il maschio dai 120 ai 150; il peso varia tra i 3-4 kg. Ogni anno vanno in letargo per un periodo della durata di 3-6 mesi (nell’habitat d’origine coincide con i mesi da aprile a settembre) che in genere è accompagnato da temperature tra i 10 e i 15 ° C. Comprendono 117 specie suddivise in 9 generi. Ha una vita media di 16 anni.

DISTRIBUZIONE:      Questa specie abita l’Argentina e il Paraguay orientali, l’intero Uruguay ed una piccola area al confine tra il Brasile e l’Uruguay. In natura i teiidi abitano una varietà di areali differenti, essendoci comunque diverse specie appartenenti a tale famiglia. Si noti che in natura essi occupano in Sud America le nicchie ecologiche che in Africa, Asia e Australia sono tipiche dei varanidi; inoltre, l’aspetto simile a quello dei varanidi e l’assenza di stretti legami di parentela con tali sauri, fanno dei tegu un perfetto esempio di animali sottoposti ad evoluzione convergente. Prediligono un territorio dominato da una bassa e folta vegetazione, la quale permetta di arrampicarsi sugli arbusti agli esemplari di giovane età e di scavare nidi e tane, talvolta anche per più esemplari, agli adulti; l’umidità deve essere un fattore fondamentale per la vita di questi animali, essendo anche abili nuotatori che, è stato osservato, possono mantenere il respiro sott’acqua anche per venti minuti.

ALIMENTAZIONE:     E’ un sauro onnivoro: infatti, oltre ad essere un predatore in grado di catturare prede anche di notevoli dimensioni (es. conigli, uccelli e rettili), si nutre di una gran quantità di frutta e semi, senza disdegnare uova e pesci. Spesso si avvicina alle zone antropizzate cercando cibo nell’immondizia o visitando i pollai, tanto da venir chiamato “ladro di uova”. I tegu non sono soltanto predatori, ma anche prede. Pare infatti che ogni anno fino a un milione di tegu vengano cacciati nella nativa Argentina dalle popolazioni indigene e dalle comunità agricole per l’uso della carne di questi animali.

RIPRODUZIONE:     La femmina costruisce da sola il nido e depone di norma dalle 4 alle 32 uova; l’incubazione dura dai 152 ai 171 giorni ed è sempre la femmina che sta di guardia alle uova fino alla schiusa.

CURIOSITA’: Nei territori dai quali provengono sono spesso considerati delle piaghe dalle popolazioni locali: essendo provvisti di una discreta intelligenza non temono la presenza umana e anzi col tempo si fanno sempre più audaci, arrivando a razziare i pollai in cerca di pulcini e uova. Sono tanto ghiotti di questo alimento da predare i nidi di coccodrilli e caimani: addirittura l’80% dei nidi distrutti di Caiman crocodilus sono da attribuirsi ai tegu. In Florida a causa di tegu liberati dai proprietari, sono diventati una specie invasiva avvistata sino al confine con la Georgia. Nella penisola americana predano le covate di Alligator mississippiensis e di Crocodylus acutus, specie, quest’ultima, che risulta già in pericolo e che potrebbe subire ulteriori danni a causa di questi rettili. I tegu in generale sono conosciuti come animali aggressivi,ma in realtà sono relativamente socievoli, si avvicinano senza paura, si lasciano toccare e mangiano tranquillamente dalla pinzetta. Nonostante sia un animale tranquillo non bisogna comunque dimenticare della grande potenzialità di procurare ferite.

CONSERVAZIONE:   Non è considerato a rischio estinzione.
 








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