12 - Faina - Oasi degli Animali

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12 - Faina

Livello 2 mammiferi
 


faina




 
DESCRIZIONE: Il pelo è corto e folto: sul dorso si presenta color marroncino, con tendenza a schiarirsi su muso, fronte e guance; le orecchie sono a punta, mentre le zampe, in proporzione corte, sono robuste e dotate di forti unghie e presentano delle "calze" di colore marrone scuro. Sulla gola e sul collo è presente una caratteristica macchia bianca o, più raramente, giallognola che si spinge fino al ventre e prosegue fino a metà della parte interna delle zampe anteriori. La lunghezza testa-corpo è di 42-79 cm; la coda 23-26 cm; l’altezza alla spalla 12 cm; il peso è di circa 1,3-2,3 kg. Il corpo è allungato e slanciato. La coda lunga e folta la equilibra nei salti e nella corsa e avvolta attorno al corpo ne mantiene il calore. È un animale dalle abitudini squisitamente notturne: utilizza come rifugi diurni cavità o anfratti riparati in antichi ruderi, fienili, stalle, pietraie, cataste di legna o cavità naturali delle rocce, dalle quali esce al tramonto o di notte. E’ un’ottima arrampicatrice, procede a balzi e salti. È principalmente solitaria e delimita un proprio territorio di estensione compresa fra i 15 e i 210 ettari: le dimensioni variano a seconda del sesso (territori dei maschi più estesi rispetto a quelli delle femmine) e della stagione (in inverno estensione minore). L'aspettativa di vita in natura è di 5-10 anni, mentre in cattività possono tranquillamente sfiorare i venti anni di vita.

DISTRIBUZIONE: E’ diffusa in gran parte d'Europa (comprese Creta e numerose isole dello Ionio e dell'Egeo), fatta eccezione per Scandinavia, Irlanda, Gran Bretagna e isole Baleari, dove peraltro una sottospecie distinta pareva vivere fino agli anni sessanta; il suo areale comprende anche l'Asia Minore e centrale, fino alla Manciuria. Una colonia riproduttiva è stata inoltre impiantata nel Wisconsin (USA). In Italia è presente in tutta l'area peninsulare  mentre è assente in Sicilia, Sardegna e Isola d’Elba. L’habitat naturale è rappresentato dalle aree forestali e dai margini dei boschi in vicinanza dei coltivi e delle abitazioni: infatti si adatta alle aree periferiche e rurali degli insediamenti umani, mentre evita con cura i grandi spiazzi aperti. Non supera quasi mai la fascia altitudinale dei 2000 m.

ALIMENTAZIONE:     Specie tendenzialmente onnivora. Cerca il cibo principalmente al suolo, pur dimostrandosi una provetta arrampicatrice. Si nutre di bacche, di miele (risulta immune alle punture di ape e vespa), di frutta, di uova (delle quali incide il guscio coi canini per poi succhiarne fuori il contenuto), di nidiacei d'uccello e di piccoli animali: infatti la carne è la componente preponderante della sua dieta. Per agguantare le prede di maggiori dimensioni, come fagiani e ratti, la faina dimostra una grande pazienza, appostandosi per ore nei luoghi in cui questi animali hanno l’abitudine di passare. La preda viene cacciata balzandole fulmineamente addosso, atterrandola e finendola con un morso alla gola. Quando la faina riesce ad intrufolarsi in un pollaio o in una conigliera spesso uccide un numero di animali molto maggiore del suo fabbisogno immediato di cibo.

RIPRODUZIONE: La stagione riproduttiva cade durante l'estate: durante questo periodo gli animali perdono la loro spiccata territorialità e possono essere visti anche durante il giorno, mentre di notte echeggia il loro lamentoso richiamo di accoppiamento. I maschi durante il periodo riproduttivo tendono ad aumentare l'estensione del proprio territorio e ad accoppiarsi con tutte le femmine il cui territorio si sovrapponga parzialmente con il loro. Il ciclo riproduttivo è caratterizzato dall'annidamento ritardato dell'uovo nell'utero. Si ha pertanto una gravidanza latente per circa sei mesi: solo a gennaio-febbraio avviene l'impianto degli embrioni nell'utero. In questo periodo possono verificarsi altri accoppiamenti che sembra non abbiano alcun effetto riproduttivo. La gestazione dura circa otto mesi, al termine dei quali vengono dati alla luce da uno a quattro cuccioli. I piccoli vengono svezzati attorno ai due mesi di vita e l'indipendenza completa non viene raggiunta prima dell'anno, mentre la maturità sessuale si ha fra i 15 mesi e i due anni e mezzo.

CURIOSITA’:   L'immaginario popolare ha una visione spesso distorta delle abitudini della faina, a cominciare da quanto si deduce dall'etimologia del nome: dal latino volgare fagina, a sua volta da Fagus =faggio perché si nutrirebbe volentieri dei suoi frutti, le faggiole. Lo stesso nome inglese di beech marten significa "martora del faggio". In alcune località del nord Europa le faine hanno preso l'abitudine di intrufolarsi nel cofano delle autovetture per dormire sul motore ancora caldo e occasionalmente assaggiano anche i cavi elettrici.

CONSERVAZIONE:    Non è a rischio di estinzione.  La specie è protetta dalla Convenzione di Berna, allegato 3, e dalla L. 11/02/1992, n. 157. Provoca limitati danni ai piccoli animali da cortile, mentre in alcune zone sono registrati danni a volte abbastanza consistenti alle coperture di tegole e coppi dei tetti che vengono smossi per ricercare uccelli, nidiacei e pipistrelli. Per questi motivi la specie è a volte oggetto di interventi di controllo, che restano comunque estremamente contenuti.




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