09 - Serpente Falso Corallo - Oasi degli Animali

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09 - Serpente Falso Corallo

Livello 5 rettili
 


serpente falso corallo




 
DESCRIZIONE: È un serpente appartenente alla famiglia Colubridae. Viene chiamato anche "falso corallo" perché  la sua livrea ricorda quella con le specie appartenenti al genere Micrurus (serpenti corallo) che, a differenza dei Lampropeltis, hanno a loro disposizione un veleno tossico che è letale anche per l'uomo. Questo mimetismo è detto mimetismo batesiano e consente al serpente di proteggersi dai predatori imitando la livrea di un serpente velenoso.
 
L'unica effettiva differenza tra i due è la sequenza:
 
Nero-giallo-rosso-giallo-nero-giallo: Serpente corallo;
Giallo-nero-rosso-nero-giallo-nero: Serpente del latte.
 
 
Per la differenza nella sequenza dei colori sono state inventate diverse filastrocche per distinguere il serpente corallo dal suo imitatore:
"Nero su giallo serpente corallo, rosso su nero non è quello vero"
"Dal rosso al giallo uccide un cavallo, dal rosso al nero amico sincero"
"Dal rosso al nero è libero il sentiero, dal rosso al giallo di sicuro è un corallo".
 
 
 
L’origine del nome Lampropeltis si traduce come “scudo splendente”. Il nome della specie, "triangulum" viene dal latino e vuol dire triangolo con riferimento ai suoi tre colori. Il colore base della livrea è il rosso, le scaglie sono lisce e lucenti con il loro tipico schema di colori alternati in anelli o bande di rosso-nero-giallo o bianco-nero-rosso. Tuttavia, in alcune popolazioni sono presenti macchie rosse al posto delle bande. Le dimensioni possono variare secondo la specie, ma sono mediamente serpenti di piccola taglia da un minimo di circa 100 cm ad un massimo di 180 cm., anche se, mediamente, si attestano tra i 50 ed i 150 cm. Le dimensioni dei neonati vanno dai 20 ai 32 cm. L'attività del serpente del latte è per lo più crepuscolare/notturna. Sono principalmente terrestri e cercano di mimetizzarsi con i rifiuti di terra. Il genere Lampropeltis comprende 8 specie e numerose sottospecie (la classificazione è incerta), che presentano notevoli variazioni di colorazione, anche nell’ambito della stessa sottospecie. Le specie riconosciute sono:
 
Lampropeltis alterna
Lampropeltis calligaster: con tre sottospecie
Lampropeltis getulus: con sette sottospecie
Lampropeltis mexicana
Lampropeltis pyromelana: con quattro sottospecie
Lampropeltis ruthveni
Lampropeltis triangulum: la più comune, con venticinque sottospecie
Lampropeltis zonata: con sette sottospecie
 
 
 
 
 
 
 
 
Queste otto specie vengono solitamente suddivise in due gruppi maggiori: i getulus o serpenti reali (calligaster e getulus) ed i triangulum o serpenti del latte (tutti gli altri). L’aspettativa di vita è di circa 12 anni.

DISTRIBUZIONE:  La zona di origine è molto vasta, trattandosi di numerose specie: dal sud-est del Canada attraverso la maggior parte degli Stati Uniti continentali, all’America centrale e parte del Sud America. L’habitat è molto vario, dalle foreste ai campi coltivati ai deserti, dal livello del mare fino ai 3.000 m. della Cordigliera delle Ande; in alcune regioni possono trovarsi in praterie aperte o in pendii rocciosi. L’habitat del L.T. Sinaloae, in particolare, si trova dalla regione a sud-ovest di Sonora, attraverso tutta la regione del Sinaloa, negli USA, fino a raggiungere il Rio Fuerte nel sud ovest del Chihuahua (Messico). Si tratta pertanto di una specie che apprezza temperature piuttosto elevate ed un clima tendenzialmente secco.

ALIMENTAZIONE:    L’adattabilità di questo serpente si riflette nelle sue abitudini alimentari: non disdegna quasi nessun tipo di preda, inclusi pesci, rane, uova, nidiacei, sauri, roditori. E’ inoltre un serpente ofiofago cioè si nutre di altri serpenti, compresi quelli velenosi. E’ un costrittore uccide la preda soffocandola tra le spire. In cattività è opportuno nutrirlo solo di topi. Sono mangiatori notturni e si trovano spesso durante il giorno in vecchi granai e sotto il legno. I giovani serpenti di latte in genere mangiano lumache, insetti, grilli e lombrichi.

RIPRODUZIONE: Sono ovipari: si accoppiano da inizio maggio a fine giugno. Tra giugno e luglio la femmina depone da sei a venti uova sotto tronchi, tavole, rocce e vegetazione in decomposizione. Le uova incubano per circa due mesi e si schiudono intorno ad agosto o settembre. Se sono esemplari che vivono in terrario, maschio e femmina vanno tenuti insieme solo per il limitato periodo dell’accoppiamento per evitare il rischio di cannibalismo, soprattutto se uno dei due serpenti fosse di taglia molto inferiore a quella dell’altro.

CURIOSITA’: Il nome comune deriva da una vecchia credenza: data la sua abitudine di ripararsi e vivere in stalle e fienili, si pensava si nutrisse di latte. Questo mito è completamente falso ed è screditato dal fatto che il serpente non ha le capacità fisiche per succhiare il latte da una mucca.

CONSERVAZIONE:    Il rischio di estinzione è minimo. Il serpente del latte non è elencato dalla IUCN, ma in alcune aree, potrebbe subire una pressione significativa a causa della raccolta di animali da compagnia.  Per l'elevato valore di questa specie nel commercio di animali domestici, molte sottospecie vengono allevate in cattività per la vendita.
 









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