07 - Procione - Oasi degli Animali

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07 - Procione

Livello 2 mammiferi
 


procione




 
 
DESCRIZIONE: L'orsetto lavatore è il più grande dei procionidi: dalla testa alla parte posteriore misura dai 41 cm ai 71 cm, escludendo la folta coda, la cui lunghezza può variare tra i 19 cm e i 40 cm. L'altezza al garrese varia tra i 22 e i 30 cm. Il peso di un procione adulto cambia considerevolmente a seconda dell'habitat: può infatti variare da un minimo di 1.8 kg ad un massimo di 13.6 kg, anche se solitamente è compreso tra i 3.6 kg e i 9 kg. Gli esemplari più piccoli si trovano al Sud della Florida, mentre quelli che vivono ai limiti settentrionali dell'areale sono solitamente i più grossi. Il peso dei maschi è solitamente del 15-20% maggiore di quello delle femmine. All'inizio dell'inverno, grazie al grasso accumulato durante la bella stagione, può arrivare a pesare il doppio che in primavera. La caratteristica principale del procione è la mascherina di pelo nero attorno agli occhi, in forte contrasto con il colore bianco che la circonda. Essa sembra quasi ricordare la maschera di un bandito. Anche le orecchie, leggermente arrotondate, sono ricoperte di pelo bianco. Si ritiene che il procione riconosca l'espressione facciale e la postura degli altri membri della sua specie più rapidamente di altre grazie alla ricca colorazione del muso e agli inconfondibili anelli chiari e scuri che si alternano sulla coda. In altre parti del corpo, il rigido e lungo pelo esterno, che protegge la pelle dall'umidità, è grigiastro e, in parte, presenta delle sfumature marroni. Il folto sottopelo, la cui lunghezza varia dai 2 cm ai 3 cm, costituisce il 90% della sua pelliccia e lo isola dalle basse temperature. La locomozione è considerata quella di un plantigrado: può sostenersi sulle zampe posteriori per analizzare gli oggetti con quelle anteriori (estremamente sensibili). Dal momento che ha zampe corte rispetto al torso, solitamente non riesce a correre molto velocemente o a compiere grandi balzi. La velocità più elevata che può raggiungere sulle corte distanze varia tra i 16 km/h e i 24 km/h. Riesce a nuotare e può rimanere in acqua per molte ore. Per scendere dagli alberi a testa in giù, abilità piuttosto inusuale per un mammifero di queste dimensioni, ruota le sue zampe posteriori, in modo da avere un saldo punto di appoggio. Ha inoltre un doppio sistema di raffreddamento per regolare la sua temperatura: infatti, è in grado sia di sudare che di ansimare per dissipare il calore. La dentatura di 40 denti è adatta alla sua alimentazione onnivora. Ben 10 dei 13 versi vocali identificati sono usati nella comunicazione tra le madri e i loro cuccioli: tra questi, vi è il cinguettio simile a quello degli uccelli. Il senso più sviluppato nel procione è quello del tatto. Le ipersensibili zampe anteriori sono protette da uno strato corneo che diventa flessibile quando è bagnato, mentre le cinque dita che le compongono non hanno membrane interdigitali tra di loro. E’ in grado di identificare gli oggetti, prima di toccarli, con le vibrisse localizzate sopra alle sue unghie affilate e non retraibili. Le zampe anteriori non hanno un pollice opponibile e per questo non hanno l'abilità di quelle dei primati Si ritiene che il procione sia, se non totalmente daltonico, per lo meno scarsamente capace di distinguere i colori. Oltre ad essere utile per orientarsi, l'olfatto è anche uno strumento di comunicazione. Le secrezioni delle ghiandole (in particolare delle ghiandole anali), l'urina e le feci sono infatti utilizzate per marcare il territorio. Grazie al suo udito riesce a percepire una vasta gamma di suoni, anche i rumori prodotti dai vermi nel sottosuolo. Il procione è un animale tipicamente notturno. Nella parte settentrionale del suo areale va in letargo. Alcuni procioni in cattività sono vissuti per più di 20 anni, mentre In natura l'aspettativa di vita media varia tra un anno e mezzo e i 3.
 
 
DISTRIBUZIONE: L'areale della specie comprende il sud del Canada, buona parte degli Stati Uniti, il Messico e parte dell'America centrale sino a Panama. Verso la metà del XX secolo il procione è stato deliberatamente introdotto anche in Francia, in Germania, nelle regioni del Caucaso e in Giappone. A seguito di alcuni avvistamenti e catture lungo il corso dell'Adda tra il 2004 e il 2008, si ipotizza che la specie abbia attraversato le Alpi e si stia diffondendo in Lombardia. Il suo habitat naturale è costituito da foreste decidue e temperate, ma grazie alla sua spiccata adattabilità può vivere anche in zone montane, paludi in prossimità delle coste, e perfino nelle aree urbane, dove spesso non è visto di buon grado dagli abitanti. I procioni hanno sempre bisogno di strutture verticali su cui arrampicarsi quando si sentono minacciati: per questo motivo, evitano terreni aperti o zone con un'alta concentrazione di faggi, perché la loro corteccia è troppo liscia per arrampicarsi. I buchi che si creano in maniera naturale nei tronchi delle vecchie querce o di altri alberi e le fenditure nelle rocce sono luoghi scelti dai procioni per dormire oppure come tane per l'inverno o per partorire i cuccioli.  È molto abile nell'arrampicarsi e vive prevalentemente sugli alberi. È capace di vivere anche sottoterra.
 
 
ALIMENTAZIONE: Sebbene sia un animale tipicamente notturno qualche volta è attivo anche alla luce del giorno per sfruttare le risorse di cibo disponibili. E’ onnivoro: la sua dieta consiste per il 40% di invertebrati, per il 33% di piante e per il 27% di vertebrati (pesci, anfibi e roditori). La sua dieta in primavera e all'inizio dell'estate consiste per lo più di insetti, vermi e di altri animali; in tarda estate e in autunno preferisce frutta fresca e  frutta secca, come ghiande e noci che rappresentano una ricca fonte di calorie per fabbricare il grasso necessario per l'inverno.
 
 
RIPRODUZIONE: Si accoppia in un periodo caratterizzato dall'aumento della luce diurna, tra la fine di gennaio e la metà di marzo. Dopo circa 63-65 giorni di gestazione viene data alla luce una cucciolata che tipicamente va dai 2 ai 5 piccoli. Il maschio non si prende cura di loro che sono così affidati totalmente alla madre. I piccoli sono ciechi e sordi alla nascita, ma la loro mascherina di pelo nero è già ben visibile contro la pelliccia chiara. Quando raggiungono il peso di circa 1 kg, incominciano ad uscire dalla tana e dopo circa 6-9 settimane iniziano a consumare cibo solido. Di solito i piccoli sono svezzati dopo 16 settimane. In autunno, dopo che la madre ha mostrato loro i territori in cui possono trovare il cibo e costruirsi una tana, il gruppo dei giovani procioni si divide. Mentre molte femmine rimangono vicine al territorio della madre, i maschi possono talvolta distanziarsi per più di 20 km.
 
 
CURIOSITA’: In cattività è stato osservato il suo curioso modo di immergere nell'acqua o sfregare nell'erba il cibo come per lavarlo (da questo il nome "Orsetto Lavatore"). Il procione tasta il cibo e altri oggetti con le zampette anteriori per esaminarli o per rimuovere parti indesiderate e, in effetti, la sensibilità al tatto viene accresciuta se queste azioni vengono compiute sott'acqua, grazie al fatto che l'acqua ammorbidisce lo strato corneo che copre le zampe. Tuttavia, il comportamento osservato nei procioni in cattività di prendere il cibo e portarlo alla pozza d'acqua più vicina per "lavarlo" prima di mangiarlo non è stato osservato negli esemplari selvatici. La teoria più condivisa è che quella di lavare alcuni alimenti sia un'azione istintiva che imita la ricerca di cibo lungo le rive dei fiumi. Quest'affermazione è sostenuta dall'osservazione che alcuni cibi vengono lavati più frequentemente di altri. Non si ritiene plausibile, invece, che il procione immerga il cibo nell'acqua al fine di pulirlo. Vari studi hanno inoltre evidenziato la sua capacità di aprire le serrature in meno di 10 tentativi e di non aver nessun problema a ripetere l'operazione quando le serrature vengono richiuse o addirittura capovolte. Ciò lo pone in grado di capire i complicati meccanismi delle serrature e che la sua velocità di apprendimento è equivalente a quella della Macaca mulatta. E’ anche dotato di buona memoria essendo in grado di ricordare la soluzione di compiti assegnatigli per più di tre anni.
 
 
CONSERVAZIONE: La principale causa di morte dei procioni nel Nord America è il cimurro che può anche diventare epidemia e uccidere la maggior parte di una popolazione locale. Il traffico particolarmente intenso e la caccia molto estesa possono, in alcune aree, essere responsabili per il 90% della morte dei procioni. Ciononostante la specie non è a rischio di estinzione.



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