06 -Gufo Reale - Oasi degli Animali

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06 -Gufo Reale

Livello 1 uccelli
 


Gufo Reale




 
 
DESCRIZIONE:   È la specie di gufo più grande con un'apertura alare da 1,60 fino a 2 metri per gli esemplari femmine più grandi ed un'altezza che varia negli adulti dai 65 agli 80 centimetri con un peso che si attesta tra 1,55-2,80 kg per i maschi e 1,75-4,20 kg per le femmine, soprattutto nelle zone nordiche. Il dimorfismo sessuale è dato unicamente dal peso, senza nessuna differenza cromatica. Ha delle forme massicce con ali arrotondate, coda corta e grande capo; gli occhi frontali con iride giallo-arancio sono sormontati da lunghi ciuffi di penne erettili. Il corpo è ricoperto di piume morbide al tatto di colore brunastro striato e barrato di nero superiormente e giallo brunastro con strie e fitte vermicolature scure inferiormente e con le penne remiganti (sono le penne usate per il volo) provviste di una sorta di pettine, una serie di frange morbide, che annullano il rumore provocato dall’attrito dell’aria durante il volo e questo comporta che il volo sia silenzioso e quindi possa calare sulle prede nel massimo silenzio. E' stato osservato che i gufi reali sono di colore più chiaro nelle regioni del nord e diventano via via più scuri man mano che ci si sposta verso la costa del Pacifico, così come la dimensione del corpo tende a diminuire da nord a sud e da est a ovest. Il gufo reale ha una testa particolarmente grande rispetto al corpo anche grazie alle numerose penne che lo ricoprono che gli conferiscono una forma quasi rotondeggiante. Una particolarità che gli ha fatto avere in America il soprannome di gufo cornuto è il fatto che ha due ciuffi di penne auricolari rialzati che lo fanno sembrare con le corna. La testa è provvista inoltre di un becco adunco e robusto. Ha un apparato uditivo particolare, adatto alla caccia: infatti pur non avendo dei padiglioni auricolari esterni, ha le cavità auricolari sistemate in modo asimmetrico e molto grandi che fanno si che i suoni siano recepiti in tempi lievemente differiti l’uno rispetto all’altro e ciò agevola la valutazione degli spostamenti delle prede sul terreno anche in condizioni di buio, favorendone quindi la localizzazione e la cattura. Anche la vista è molto acuta di notte anche se inferiore a quella del gatto. Ha un campo visivo di 110° con una visione binoculare e rimedia a questo handicap ruotando la testa fino a 270°. I tarsi e le dita sono interamente piumati e le dita sono provviste di potentissimi artigli ricurvi con i quali trapassa la preda da parte a parte. Le dita sono posizionate due davanti e due di dietro (nei rapaci diurni, ad esempio nell'aquila, si ha un dito davanti e tre dita dietro) e una delle dita posteriori può essere ruotata in avanti in caso di necessità per afferrare, ad esempio, meglio una preda. L'ascolto del canto è il più efficace metodo per individuare la presenza della specie. La vita media si attesta sui 20 anni in natura e sui 60 anni circa in cattività.

DISTRIBUZIONE:      Essendo una specie ad ampia distribuzione, popola una grande quantità di ambienti. Si trova in quasi tutta l'Europa tranne nelle  Isole Britanniche, in Danimarca, nei Paesi Bassi, nel nord della Francia e nelle latitudini più settentrionali. È presente in Nordafrica, Medio Oriente e in gran parte dell'Asia centrale compresa l’India. In Italia si trova in tutto l'arco alpino ed appenninico, è assente in Sardegna ed estinto in Sicilia. Sulle Alpi nidifica sino al limite superiore delle foreste, prediligendo un'alternanza di piccole barre rocciose, boschi e zone aperte. Può cacciare dalle piane di fondovalle sino alle praterie alpine, come dimostrato dalla vasta gamma di prede rinvenibili nei nidi. E' un rapace che vive nelle zone selvagge, lontano dagli insediamenti umani quali i boschi di conifere, le foreste temperate, i deserti caldi, le catene montuose. Predilige i terreni rocciosi, spesso tra le colline o le montagne dove si appollaia e nidifica sulle pareti rocciose. Passa gran parte della sua vita attorno al suo nido che può trovarsi in una risega di un albero, una fessura fra le rocce o in un ramo vicino comunque al tronco; quasi mai si trova sul terreno.

ALIMENTAZIONE: Si ciba principalmente di piccoli mammiferi come lepri e conigli, ma anche di prede della taglia della volpe.  Preda anche altri uccelli, tra cui altri rapaci, in particolare galli e fagiani. Come gli altri rapaci notturni ingoia intere le prede di piccole o medie dimensioni; le parti non digeribili (ossa, penne, peli, parti chitinose degli insetti) vengono rigettate sotto forma di "borre“.  

RIPRODUZIONE: Il gufo reale nidifica tra marzo ed aprile, collocando i nidi nelle crepe delle rocce o in conche già create. I maschi riproduttori difendono il territorio dai conspecifici segnalando la propria presenza con la regolare emissione del canto nelle ore crepuscolari. La femmina depone su terrazzini di pareti rocciose o in nidi rupicoli, costruiti da rapaci diurni o corvidi, 2-3 uova bianche dal guscio ruvido (raramente sino a 4) che cova 34-36 giorni; i piccoli restano nel nido per 5-6 settimane e vagano quindi nei dintorni per altri 20-30 giorni, dipendendo dagli adulti per il reperimento del cibo. I pulli sono protetti da un piumaggio lanuginoso di colore grigio topo. La maturità sessuale è raggiunta intorno ai 3 anni.  

CURIOSITA’: Il gufo reale è famoso per le sue grida, infatti nonostante non si vedano in quanto accuratamente nascosti tra i rami degli alti alberi, si sentono le loro potenti grida emesse per segnalare agli altri uccelli che sono entrati in un territorio già occupato o per comunicare con le femmine. Le urla sono tanto potenti da propagarsi fino a 5 km di distanza dal luogo di emissione e sono udibili soprattutto nelle prime ore di buio e nei mesi di febbraio, marzo e ottobre. Il tipo di suono emesso è differente a seconda dello stato d'animo e quindi di cosa voglia esprimere il gufo ed è diverso da individuo ad individuo. Il canto del gufo è un ripetuto oohu-oohu-oohu che è più potente nella femmina che nel maschio. Quando si sentono minacciati possono emettere dei suoni diversi, anche quasi abbaiare o ringhiare.

CONSERVAZIONE:   La specie non è a rischio estinzione anche se è attualmente minacciato soprattutto dalla presenza di un gran numero di cavi sospesi, contro i quali può facilmente urtare durante i suoi voli di caccia notturni. Estinto in Sicilia, nel resto d'Italia la popolazione è considerata numericamente stabile.




 



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