03 - Pitone Molurus albino - Oasi degli Animali

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03 - Pitone Molurus albino

Livello 5 rettili
 


PITONE DELLE ROCCE INDIANO





DESCRIZIONE:  Recentemente la tassonomia del pitone birmano è stata stravolta: fino al 2009, infatti, questo serpente era una sottospecie del pitone delle rocce asiatico (Python molurus) con il nome scientifico con cui ancora oggi è conosciuto dai più (Python molurus bivittatus).
Nel 2009 è stata appunto riconosciuta la specie Python bivittatus, che comprende al suo interno le sottospecie del pitone birmano (P. bivittatus bivittatus) e la sua forma nana (P. bivittatus progschai). La specie P. molurus è rimasta invariata, dividendosi nelle due sottospecie P. molurus molurus (pitone indiano) e P. molurus pimbura (pitone cingalese). Il pitone birmano è uno dei serpenti più grandi del pianeta, secondo solo al pitone reticolato e all'anaconda verde. Mediamente le femmine superano di poco i cinque metri di lunghezza, ma non sono rari esemplari che toccano i sei metri superando gli 80 kg di peso. Il serpente più grande mai detenuto in cattività era infatti un pitone birmano residente allo zoo dell'Illinois: il suo nome era Baby ed aveva raggiunto una lunghezza di 5,7 m. per 182 kg di peso (soprattutto grazie a un regime alimentare incredibilmente sostanzioso). I maschi restano leggermente più piccoli, crescendo in media fino ai quattro metri di lunghezza per 40 kg. di peso. Si tratta di serpenti molto robusti e pesanti, con una testa piuttosto grande e ben distinta dal corpo. La loro livrea di fondo è bruno-grigiastro o bruno-dorato, il disegno sulla schiena è formato da grandi macchie quadrangolari di colore bruno con sfumature che vanno dal color crema al dorato. La pancia è chiara, mentre la testa presenta sulla sommità una macchia a forma di lancia. La colorazione albina è molto popolare: il colore è bianco giallastro con disegni color burro giallo/arancio e/o bruciato. Come molti pitoni possiede le fossette termorecettrici sul muso e gli speroni pericloacali molto evidenti. Per quanto concerne l'indole questo serpente soffia con facilità quando si sente in pericolo ed è in grado di infliggere dolorosi morsi; gli esemplari più grossi possono anche uccidere. L’aspettativa di vita in cattività si attesta tra i 20-25 anni.  

DISTRIBUZIONE: Il pitone birmano è nativo delle regioni meridionali del continente asiatico dall'India orientale all'Indonesia, passando per il Buthan, il Bangladesh, il Nepal, il Myanmar (ex Birmania), il Vietnam, il Laos, la Cambogia, la Cina meridionale e la Malaysia. E' diffuso in ambienti eterogenei come acquitrini, risaie, rive fluviali, foreste umide, radure e zone coltivate. Questi pitoni sono eccellenti nuotatori e hanno bisogno di una fonte permanente di acqua. Essi sono buoni scalatori e hanno code prensili.

ALIMENTAZIONE:  Le prede sono generalmente costituite da mammiferi, uccelli e sauri di taglia proporzionata. Capita sovente che il pitone si insedi nelle aree abitate, facendo razzia di galline, capre e maiali. Trattasi di un ofide tendenzialmente crepuscolare e notturno. Durante il giorno in genere rimane acciambellato nei cespugli o tra i rami bassi degli alberi. Col calare dell'oscurità si sposta alla ricerca delle prede che individua grazie all'organo di Jacobson e alle fossette termorecettrici. L'attacco è fulmineo e la preda viene uccisa per soffocamento tra le spire, dopo essere stata addentata con un morso.

RIPRODUZIONE: Il pitone moluro è, come tutti i pitoni, un serpente oviparo. Il periodo riproduttivo è annuale e cade in genere nei mesi invernali; la femmina depone da 30 a 100 uova (a seconda delle sue dimensioni) in un unico ammasso e vi si acciambella intorno: grazie a continue contrazioni della sua muscolatura è in grado di innalzare la temperatura corporea e di trasferirla di conseguenza agli embrioni. Le nascite avvengono dopo 55-75 giorni, con piccoli lunghi circa 55 cm. La maturità sessuale viene raggiunta al secondo o al terzo anno di età, le femmine dovranno essere di almeno tre metri e mezzo di lunghezza e pesare minimo 25 kg, mentre i maschi diventano riproduttivi intorno ai due metri e mezzo.
CURIOSITA’:   La specie è invasiva nel sud della Florida, un gran numero di pitoni  è stato rilevato nelle Everglades . Sembrerebbe che la causa sia da ricondurre alla violenza dell'uragano Andrew ( nel 1992), che avrebbe distrutto un allevamento di pitoni causandone la dispersione. Nel gennaio 2012 Il Dipartimento degli Interni USA ha annunciato la messa al bando delle importazioni e dei trasporti fra Stato e Stato di quattro specie di serpenti alieni invasivi, tra cui il pitone delle rocce indiano. Una relazione, sempre del 2012, ha affermato che "nelle zone dove i serpenti sono ben stabiliti, volpi e conigli sono scomparsi. Gli avvistamenti di procioni sono in contrazione del 99,3%, quella degli opossum del 98,9% e quella dei cervi dalla coda bianca del 94,1%. Sono minacciate anche le popolazioni di uccelli e coyote, così come la già rara pantera della Florida". Sembra comunque che studi avviati sui dati climatici rivelino che le temperature che si trovano nel sud della Florida non siano favorevoli alla sopravvivenza a lungo termine di questi grandi serpenti tropicali. Nel frattempo però, alcuni gruppi ambientalisti si stanno mobilitando per arrestare la diffusione del pitone delle rocce indiano in Florida. La "Python Patrol" (pattuglia pitone) di Nature Conservancy, ad esempio, sta cercando di impedire che il serpente si diffonda anche nelle Florida Keys.

CONSERVAZIONE:   La IUCN ha recentemente indicato il pitone birmano come " vulnerabile ", ciò riflette il declino generale della popolazione. Tra i motivi del declino ci sono (così come per tutti i pitoni giganti - tra cui il pitone delle rocce africano e il pitone reticolato), il commercio per le pelli, l’utilizzo per la produzione di farmaci popolari, la cattura per il commercio di animali domestici e per il cibo, quest’ultimo, in particolare, in Cina, mentre il degrado degli habitat può essere un problema solo in alcune zone montane. A Hong Kong invece la specie è protetta. Il pitone birmano è un animale incluso nell’appendice II della Convenzione di Washington (Convention on International Trade in Endagered Species of wild fauna and flora, o CITES), allegato B del Regolamento UE 1996, e come tale dev’essere accompagnato, se detenuto, da un certificato che attesti che l’esemplare si trova al di fuori del suo habitat naturale. Quando un animale in CITES non nasce nell'Unione Europea, sulla ricevuta/scontrino (nel caso sia venduto da un professionista) o atto di cessione gratuita sarà riportato (oltre al nome della specie e al numero di animali ceduti) un codice relativo all'importazione dell'animale in questione. Quando l'animale nasce invece in un allevamento italiano, alla ricevuta/scontrino o all'atto di cessione sarà allegato il numero di protocollo o gli estremi della denuncia di nascita al Corpo forestale. Al momento della riproduzione di animali in allegato B come Python bivittatus, bisognerà denunciarne appunto la nascita entro dieci giorni dal lieto evento al Corpo forestale, che provvederà a mandare al proprietario il numero di protocollo valido per tutta la cucciolata. È opportuno aggiungere inoltre che la specie P. molurus (con le sottospecie P. molurus molurus e P. molurus pimbura) è in allegato A e gode di maggiore protezione.






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